In un’estate iniziata con il tormento e la delusione di Euro 2024, i Giochi Olimpici ci vengono in soccorso per ricordarci che esistono tante altre realtà in cui l’Italia eccelle, vince e regala meravigliose storie di sport.
Dal nuoto alla scherma, passando per il volley e l’atletica: l’Italia c’è, è tra le grandi e le quaranta medaglie complessive di Parigi (due ori in più di Tokyo) sono la prova.
Inchiniamoci davanti ai nostri atleti e atlete che hanno vinto le medaglie d’oro, applaudiamo tutti quelli che hanno conquistato un argento o un bronzo. Ma, soprattutto, non sminuiamo chi ha lottato e sudato per tre anni e non è riuscito a tornare a casa con un trionfo.
I venti quarti posti parigini possono essere stati una bellissima conclusione delle proprie avventure olimpiche, oppure esperienza che in futuro può trasformarsi in successo.
Anche in vittorie mancate abbiamo avuto modo di vedere quanto siano diventate normali alcune cose che fino a pochi anni fa erano ai limiti della fantascienza. Se qualcuno è rimasto amareggiato per non aver visto trionfare nuovamente Marcell Jacobs o la 4x100, dia uno sguardo alle edizioni dei Giochi precedenti a Tokyo: un italiano o un team azzurro che per pochissimo non riescono ad arrivare a medaglia in gare simili? Da non credere.
Tantissimi sono stati i giovani che si sono messi in mostra in questa Olimpiade: Iapichino, Battocletti, Pilato, Pianosi, Pellacani, Furlani solo per citarne alcuni. Non tutti sono tornati a casa con una medaglia, ma da loro deve arrivare un chiaro messaggio che il nostro universo sportivo è obbligato a cogliere: crediamo sempre nei nostri giovani, nel loro talento e nel loro lavoro.
Superare il record di medaglie di Tokyo e Parigi non è un’utopia, abbattere il primato di ori di Los Angeles 1984 non è impossibile. Il cammino verso Los Angeles 2028 parte oggi e possiamo essere abbastanza fiduciosi: anche tra quattro anni, con questo enorme talento da custodire, saremo tra i protagonisti della manifestazione.










