Ogni anno, più di centomila persone muoiono per il morso di un serpente, soprattutto nei villaggi senza elettricità e frigoriferi dove gli antiveleno equini o ovini, costosi e speciespecifici, non arrivano mai.
A riaccendere le speranze è un ex meccanico del Wisconsin, TimFriede, 45 anni, che da vent’anni trasforma il proprio corpo in un banco di prova: circa 500 autoiniezioni di veleno e 200 morsi diretti cobra, mamba, taipan con un coma di quattro giorni come prezzo più alto. Il risultato è un patrimonio di anticorpi potentissimi contro sedici specie letali.
Da ragazzo teneva serpenti esotici in cantina; col tempo è passato a circa 500 autoiniezioni di velenodosi letali persino per un cavalloe a 200 morsi diretti da cobra, mamba, taipan, bungaro e serpente corallo. Nel 2001 due morsi di cobra lo hanno mandato in coma per quattro giorni.
Ciò che ne è uscito, però, è un titolo anticorpale fuori scala: difese naturali potentissime contro le tossine di sedici specie fra le più letali al mondo.
Da questa follia controllata è partita Centivax, biotech guidata dal CEO Jacob Glanville. L’azienda ha prelevato campioni di sangue da Friede, ha isolato e “umanizzato” i suoi anticorpi e li ha testati in laboratorio.
Nei roditori, il siero ha neutralizzato i veleni del mamba nero, del cobra reale, del serpente tigre e di altre tredici specie. In pratica, il primo tassello di un antiveleno universale: più leggero da trasportare, più stabile a temperature tropicali e capace di funzionare su un’ampia gamma di morsi letali.
Il potenziale è enorme. Se la sperimentazione clinica confermerà i dati preclinici, un singolo farmaco potrebbe sostituire la costellazione di sieri oggi necessari, riducendo costi logistici e aumentando la disponibilità nelle zone rosse.
Restano i dilemmi etici. Friede si è spinto dove nessun protocollo permetterebbe: la sua autoinoculazione non è replicabile né consigliabile. Centivax lo ribadisce con forza: finché le autorità non approveranno nuovi standard, gli antiveleno convenzionali restano l’unica terapia riconosciuta.










