Anche i cani possono andare in paranoia.
Nel corso dello studio, i cani sono stati sottoposti a brevi interazioni: coccole, gioco e carezze per le esperienze positive, mentre per le esperienze negative sono stati lasciati soli, allontanati dai padroni o fissati da un estraneo. Subito dopo queste interazioni, gli animali sono stati messi a dormire, e i ricercatori hanno monitorato l’attività cerebrale tramite sensori EEG.
I risultati hanno mostrato che i cani esposti a esperienze negative impiegavano la metà del tempo per addormentarsi rispetto a quelli che avevano vissuto esperienze positive. Secondo i ricercatori, questa potrebbe essere una strategia di difesa per sfuggire ai pensieri negativi, simile a quella degli esseri umani con depressione che cercano nel sonno un rifugio.
Anche la qualità del sonno risultava alterata: i cani che avevano subito un trattamento negativo trascorrevano più tempo nella fase REM, che implica un’attività cerebrale intensa, riducendo così il tempo nelle fasi profonde del sonno e la qualità del riposo.
La dottoressa Anna Kis, della Hungarian Academy of Sciences, ha dichiarato al Daily Mail: “Negli esseri umani, lo stress causa difficoltà ad addormentarsi, mentre nei cani il sonno arriva più rapidamente; pensiamo si tratti di una misura protettiva per distanziarsi dall’ambiente stressante. Tuttavia, abbiamo osservato che dopo un’esperienza negativa i cani dormono meno profondamente. Questo suggerisce che, proprio come gli esseri umani dormono male dopo una giornata difficile, anche i cani potrebbero avere un problema simile.”










