Produzione e consumi mondiali di vino continuano a scendere. Secondo l’ultimo report dell’Oiv (Organisation internationale de la vigne et du vin), nel 2024 la produzione globale si è fermata a 225,8 milioni di ettolitri, in calo del 4,8% rispetto al 2023: è il dato più basso degli ultimi sessant’anni.
Il rallentamento è stato causato dal clima sfavorevole, ma pesa soprattutto la continua contrazione della domanda. I consumi mondiali, stimati a 214,2 milioni di ettolitri (-3,3%), si avvicinano al minimo storico registrato nel 1961. Per la prima volta, produzione e consumo si muovono quasi in equilibrio.
Il calo dei consumi, iniziato nel 2018, si è accentuato con la pandemia e non si è più fermato. Dopo una breve ripresa nel 2021, l’aumento dei costi, l’inflazione e le crisi geopolitiche hanno riportato il mercato in difficoltà. A complicare il quadro, anche la flessione della domanda cinese, con una perdita media di 2 milioni di ettolitri l’anno.
Di fronte a una domanda in contrazione, molti produttori hanno scelto di ridurre o abbandonare la produzione. Nel 2024 la superficie vitata mondiale è scesa a 7,1 milioni di ettari, il quarto calo consecutivo.
Sul fronte produttivo, l’Italia si conferma leader mondiale con 44,1 milioni di ettolitri (+15% rispetto al 2023), davanti a Francia (36,1 milioni, -23,5%) e Spagna (31 milioni, +9,3%). Insieme, rappresentano quasi metà della produzione globale. Gli Stati Uniti restano quarti, ma segnano una forte contrazione (-17,2%) a causa della peggiore vendemmia in California dal 2004.










