Si sono disputati negli scorsi giorni a Tirana i Campionati Europei Cadetti e Ragazzi 2024 di taekwondo. Nella categoria 8 anni (under 39 kg), la finale ha visto affrontarsi ValinaFetiu e Nina Savic.
Al termine del combattimento, il padre-allenatore di Valina le ha tolto il casco e le protezioni, per poi colpirla in volto. Il comportamento dell’allenatore non è passato inosservato; l’arbitro lo ha immediatamente richiamato, ordinandogli di calmarsi, mentre un altro ufficiale di gara si avvicinava per consolare l’atleta. Il video dell’accaduto è diventato virale sui social, suscitando indignazione e critiche contro l’allenatore.
Fetiu ha spiegato dopo la gara: Sono suo padre, nessuno ama mia figlia più di me. Aveva bisogno di essere calmata, stava male per la sconfitta, gridava, si lamentava e stava per piangere. Non volevo che il pubblico la vedesse in questo stato. Non è stato uno schiaffo, solo un buffetto per farla riprendere.
Successivamente, ha espresso critiche anche verso i giudici: Mia figlia si allena molto e compete per il titolo: merita la medaglia d’oro. Ma quando affronta un’atleta serba, i giudici sembrano favorire quest’ultima. È sempre così. Ora però guardiamo avanti e pensiamo a prepararci per le prossime competizioni.
Come riportato dai media albanesi, l’allenatore è stato sospeso per sei mesi, con divieto di praticare attività sportiva. Il Komf, un’associazione del Kosovo che raccoglie 35 ONG dedicate alla protezione dei minori, in un comunicato sui social ha sottolineato che la violenza non è mai giustificabile come metodo educativo, poiché provoca insicurezza e paura invece di incoraggiare la fiducia in sé stessi. Ha inoltre invitato le federazioni sportive a inserire nei regolamenti norme che proteggano i giovani atleti, per prevenire e reagire a qualsiasi atto di violenza verso i minori in un ambiente ancora insufficientemente tutelato.










