Mentre in Italia lo sviluppo del 5G continua a incontrare ritardi dovuti a limiti infrastrutturali, ostacoli burocratici e resistenze sociali, la Cina si muove già verso il 6G. Il principale operatore cinese, ChinaMobile, ha avviato test pionieristici su questa tecnologia emergente, infatti in fase sperimentale è stato raggiunto un download di decine di gigabyte in poco più di un secondo.
Nel corso di una recente conferenza, sono stati condivisi i primi dati tecnici: la velocità teorica del 6G avrebbe toccato i 280 gigabit al secondo. In termini concreti, questo significherebbe la possibilità di ottenere contenuti in altissima definizione in tempi quasi istantanei, aprendo scenari inediti per lo streaming, il gioco online in cloud e le applicazioni industriali ad alta intensità di dati.
I test finora condotti si sono svolti su una rete pilota realizzata in aree selezionate del territorio cinese. La nuova infrastruttura, pur ancora limitata nel numero di stazioni attive, ha consentito di testare capacità di trasmissione senza precedenti, superando anche la velocità di molte connessioni cablate di ultima generazione.
L’interesse verso il 6G non riguarda solo la Cina: anche Stati Uniti, Giappone ed Europa stanno portando avanti progetti di ricerca. Aziende come NTT e Keysight sono impegnate nello studio delle frequenze più elevate e nella sperimentazione di nuove architetture di rete.
Nonostante i progressi, il 6G resta ancora in fase sperimentale. Saranno necessari anni per completare i test, definire gli standard internazionali e costruire un ecosistema commerciale. Gli esperti ipotizzano che i primi servizi potrebbero vedere la luce entro la fine di questo decennio, con un’adozione su larga scala prevista tra il 2028 e il 2030.










