Il Concordato Preventivo Biennale è una delle novità fiscali più discusse degli ultimi anni. In pratica, si tratta di un accordo tra il contribuente e l’Agenzia delle Entrate che consente di fissare in anticipo quante tasse pagare per i successivi due anni, indipendentemente da quanto si guadagnerà davvero.
È rivolto soprattutto a chi ha una partita IVA ed è soggetto agli ISA, gli indici sintetici di affidabilità fiscale che misurano la coerenza dei redditi dichiarati. Rientrano ad esempio commercianti, artigiani, professionisti come avvocati e consulenti, o piccole imprese di servizi.
L’obiettivo del concordato è ridurre l’incertezza, dare più stabilità e limitare i controlli fiscali. Funziona così: il Fisco propone una base di ricavi stimata, elaborata dall’Agenzia delle Entrate sulla base dei dati in suo possesso e degli indicatori fiscali disponibili. Se la accetti, pagherai le imposte su quella cifra. Se nei due anni successivi guadagnerai di più, non dovrai nulla in più; se invece guadagnerai di meno, rischi di versare più tasse del necessario.
Conviene a chi ha entrate stabili o in crescita, perché permette di blindare l’importo da pagare e di pianificare meglio. Non è invece la scelta migliore per chi ha redditi incerti o molto variabili, visto che la cifra potrebbe risultare più alta dei guadagni reali.
Per il biennio 2025-2026, la scadenza per aderire è fissata al 30 settembre 2025. Una data importante per chi vuole più certezza nel rapporto con il Fisco, ma che va valutata attentamente caso per caso.
















