Domenica 8 e lunedì 9 giugno si vota su quattro referendum abrogativi che riguardano direttamente il mondo del lavoro. Ogni quesito sarà riportato su una scheda di colore diverso e si potrà scegliere di votare anche per uno solo. Perché ciascun referendum sia considerato valido, è necessario che si rechino alle urne almeno il 50% degli aventi diritto al voto, pari a circa 25 milioni di persone.
I quattro quesiti toccano temi centrali per milioni di lavoratori e lavoratrici: il reintegro in caso di licenziamento illegittimo, i risarcimenti nelle piccole imprese, la regolamentazione dei contratti a tempo determinato e le responsabilità nei casi di infortuni sul lavoro.
In caso di vittoria dei “Sì”, aumenterebbero i casi in cui un lavoratore può essere reintegrato dopo un licenziamento ingiusto, inclusi quelli collettivi, ma verrebbe abbassato il limite massimo dell’indennizzo economico. Nelle aziende con meno di 15 dipendenti, i giudici avrebbero maggiore libertà di valutazione sull’entità del risarcimento, eliminando i limiti fissi oggi previsti. Le aziende sarebbero obbligate a spiegare da subito le ragioni di un’assunzione a termine, anche nel primo anno, e non solo successivamente. Infine, cambierebbero le regole sulla responsabilità nei casi di infortunio: chi affida un lavoro a un’altra azienda (l’impresa committente) sarebbe sempre corresponsabile, anche se l’incidente riguarda attività non direttamente controllabili.














