Dalla oggi, l’Austria rimarrà priva delle forniture di gas russo. Gazprom ha comunicato l’interruzione dei flussi di gas verso il paese, interrompendo l’approvvigionamento alle 6 del mattino. Questo stop rappresenta un duro colpo per l’Austria, che dipende dalla Russia per oltre l’80% delle sue importazioni di gas.
Gli analisti non si aspettavano questa interruzione prima del 20 novembre, e venerdì non erano state rilevate variazioni nella capacità di prenotazione di Gazprom, pari a 42 milioni di metri cubi al giorno. Il contratto con Omv, il principale operatore austriaco, rimane valido fino al 2040, con volumi stimati a circa 6 miliardi di metri cubi l’anno. Tuttavia, Omv ha annunciato la sospensione dei flussi alle 15:30 di venerdì 15 novembre, attraverso la piattaforma CEGH Remit, dopo aver preavvertito del possibile stop già il 14 novembre a causa di un contenzioso con Gazprom.
L’interruzione improvvisa ha avuto un effetto immediato sul mercato, con il prezzo del gas al Ttf che è salito a 47,345 euro per Megawattora. Omv, tuttavia, ha già avviato un piano di diversificazione per ridurre la dipendenza dalla Russia, incrementando le importazioni di gas dalla Norvegia e di gas naturale liquefatto (Gnl). Inoltre, si è assicurata capacità di trasporto dalla Germania e dall’Italia, e nei prossimi giorni l’Austria potrebbe ricevere gas proprio tramite l’Italia.
Resta da vedere quali saranno le conseguenze per l’Italia, dato che una parte del gas russo destinato al paese transita attraverso l’Austria. Se i flussi verranno ridotti, l’Italia potrebbe essere costretta ad aumentare gli acquisti di Gnl, nonostante gli stoccaggi siano pieni per oltre il 90%. Questo, però, potrebbe avere un impatto sui prezzi del gas nel breve termine.
Curiosamente, l’interruzione da parte di Gazprom potrebbe rivelarsi un vantaggio per Omv. Infatti, le aziende come Omv ed Eni non possono rescindere i contratti con Gazprom a meno di forza maggiore o violazioni evidenti. Uno stop deciso unilateralmente potrebbe aprire la strada a Omv per liberarsi da un vincolo contrattuale complicato, guadagnando maggiore flessibilità nelle strategie di approvvigionamento futuro.










