Ieri sera è terminata ufficialmente l’avventura di Roberto Mancini sulla panchina dell’Arabia Saudita. La breve esperienza dell’ex ct azzurro si è chiusa con una rescissione consensuale arrivata dopo risultati tutt’altro che positivi.
Un cammino iniziato con grandi ambizioni e terminato sotto una pioggia di insulti da parte del pubblico arabo, a cui il Mancio ha risposto per le rime. Di certo non il finale che il mister si augurava alla vigilia, quando accettò di buon grado la ricca proposta della federazione araba per abbandonare la nave azzurra, nel caos dopo la mancata qualificazione al Mondiale in Qatar.
“Ora è tempo di scrivere la storia con l’Arabia”, diceva Mancini nella presentazione con la nuova federazione. E la storia è stata piuttosto amara: 18 partite, 7 vittorie, 5 pareggi e 6 sconfitte. Troppo poco anche per i ricchi signori del calcio arabo che adesso punteranno su un altro profilo.
L’obiettivo di Mancini era quello di portare l’Arabia Saudita ai Mondiali del 2026 e, magari, trascinare la squadra agli ottavi di finale della competizione, eguagliando il record del 1994.










