Sapevi che Marrakech, denominata “La città d’ocra”, segnò profondamente la vena creativa dello stilista, fondatore del celebre marchio, Yves Saint Laurent? “Marrakech mi ha insegnato il colore, prima di Marrakech era tutto nero, l’audacia nel mio lavoro lo devo a questo paese, alle sue forti armonie” diceva lo stilista. Ed è proprio questo amore sconfinato che ha portato, sotto commissione del compagno Pierre Bergé, alla realizzazione di due museiYvesSaintLaurent a Parigi e Marrakech, città che hanno influenzato la vita dello stilista.
Lo Studio KO, rapito dalle forme delicate e audaci che hanno caratterizzato l’operato di Yves Saint Laurent, ha progettato il museo a Marrakech come una vera e propria opera sartoriale.
La facciata dell’edificio appare come un’intersezione di cubi con un rivestimento di mattoni simile a un pizzo, creando motivi che ricordano la trama del tessuto. Come per la fodera di una giacca di alta moda, l’interno è radicalmente diverso: vellutato, liscio e luminoso.
Costruito in terracotta e cemento, con frammenti di pietra marocchina, l’edificio si fonde armoniosamente con l’ambiente circostante. Una curva attira nel cortile d’ingresso circolare, addolcendo il senso di fortificazione, così come il baldacchino d’oro scintillante.
il museo di Marrakech dispone di un sistema di controllo temperatura e umidità per garantire che ogni elemento, sia che si tratti di un abito della collezione o di un raro libro nel seminterrato, venga conservato in perfette condizioni archivistiche. All’interno della scatola nera dello spazio espositivo principale, sfavillanti creazioni di alta moda sono montate su file di manichini slanciati e gioielli sono disposti in vetrine di vetro come reperti archeologici.



















