SamAltman, CEO di OpenAI, ha attirato l’attenzione con un’osservazione curiosa: utilizzare espressioni di cortesia come “grazie” o “per favore” quando si parla con ChatGPT, influisce sui costi operativi dell’azienda, con un impatto che può raggiungere diverse decine di milioni di dollari l’anno.
La dichiarazione è emersa su X in cui un utente ha chiesto informazioni sull’effetto della gentilezza nei confronti dell’IA. Altman ha risposto in modo misterioso, affermando che si tratta comunque di “denaro ben speso”.
Dietro a ChatGPT si cela un’infrastruttura tecnologica complessa, alimentata da reti neurali avanzate e sistemi hardware. Ogni richiesta dell’utente attiva un consumo computazionale non trascurabile, il che implica anche un dispendio energetico considerevole. Alcuni calcoli indicano che una singola interazione può richiedere la stessa energia necessaria per illuminare diverse lampadine LED per un’ora.
Con miliardi di interazioni quotidiane, il carico energetico complessivo delle IA generative diventa impressionante. Attualmente, i data center assorbono circa il 2% dell’elettricità mondiale, ma l’espansione dell’IA potrebbe far crescere questa quota. Alcune stime suggeriscono che i costi legati solo al fabbisogno energetico di ChatGPT possano superare il miliardo di kilowattora all’anno.
Non si tratta solo di energia elettrica: anche l’acqua gioca un ruolo cruciale. Diversi studi accademici sottolineano come le risorse idriche siano fondamentali per il raffreddamento dei server. In certi casi, rispondere a un prompt può comportare l’uso di oltre un litro d’acqua.
Nonostante i costi, l’uso di un linguaggio rispettoso nei confronti dell’IA sembra destinato a perdurare. Secondo recenti indagini condotte nel 2024, la maggioranza degli utenti statunitensi si rivolge ai chatbot con toni garbati. Molti lo fanno per una questione di principio, mentre una piccola percentuale lo considera un gesto scaramantico.










