Crescono le tensioni tra Stati Uniti e Cina attorno a due temi centrali: TikTok e i dazi doganali. Da una parte, il presidente Donald Trump ha proposto un accordo che vedrebbe la Cina approvare la vendita delle attività statunitensi di TikTok a un acquirente non cinese, in cambio di una possibile riduzione dei dazi imposti da Washington. Una proposta che Pechino ha però respinto, ribadendo la propria contrarietà a ogni tipo di scambio su questi temi.
Trump ha fissato al 5 aprile 2025 la nuova scadenza entro cui ByteDance, la società cinese che possiede TikTok, dovrà cedere le sue operazioni negli Stati Uniti, estendendo il termine originariamente previsto per gennaio. La motivazione ufficiale resta legata alla sicurezza nazionale: secondo l’amministrazione americana, TikTok rappresenta un potenziale strumento di influenza e raccolta dati da parte del governo cinese.
La Cina ha criticato apertamente l’approccio americano, in particolare l’imposizione di nuovi dazi sulle auto importate, considerata una violazione delle regole del WTO e una minaccia per l’intero sistema di commercio internazionale basato su regole condivise. Il portavoce Guo Jiakun ha sottolineato che misure di questo tipo non risolveranno i problemi economici degli Stati Uniti, e che le guerre commerciali “non hanno vincitori”.










