Nuove ricerche indicano che Marte potrebbe aver ospitato antiche distese d’acqua, modellando il paesaggio con spiagge sabbiose. I dati del rover cinese Zhurong, raccolti tra il 2021 e il 2022, indicano che il clima del pianeta un tempo fosse abbastanza caldo da sostenere acqua liquida.
A circa 10 metri di profondità, il rover ha individuato formazioni sedimentariesimili a quelli delle coste terrestri. Un team di scienziati dell’Università di Berkeley, guidato da Michael Manga, ha analizzato le immagini radar e confermato la disposizione tipica di depositi marini.
“Queste strutture osservate non corrispondono a caratteristiche vulcaniche o erosive tipiche del vento”, ha spiegato Manga. “Hanno una disposizione allineata con una possibile linea costiera, supportando l’ipotesi della presenza di un oceano marziano.”
Precedenti esplorazioni avevano già individuato prove di antichi bacini d’acqua, ma le nuove osservazioni di Zhurong aggiungono nuovi dettagli. Un’analisi della Penn State University ha evidenziato somiglianze tra questi depositi marziani e le spiagge terrestri, suggerendo la presenza prolungata dell’acqua.
Zhurong ha studiato ed esplorato Utopia Planitia, rilevando sedimenti inclinati tipici di ambienti marini. La disposizione stratigrafica e la loro angolazione escludono origini vulcaniche o fluviali, rendendo plausibile l’ipotesi costiera.
L’idea che Marte avesse oceani è stata ipotizzata per la prima volta negli anni ’70, con successive conferme nel 2018 grazie alla scoperta di bacini sotterranei. I dati di Zhurong rafforzano questa teoria, indicando un’area costiera estesa per 1,3 km.
Secondo Benjamin Cardenas della Penn State, questi depositi potrebbero contenere indizi di antiche forme di vita. Le aree costiere rappresentano ambienti favorevoli alla conservazione di materiale organico, rendendole obiettivi prioritari per future ricerche.










