Elon Musk ha duramente criticato il nuovo maxiemendamento presentato al Senato degli Stati Uniti, definendolo “folle e distruttivo”. Si tratta del cosiddetto “One Big Beautiful Bill”, un progetto di legge sostenuto da Donald Trump e dai repubblicani, che unisce estensione delle detrazioni fiscali del 2017, aumenti massicci delle spese militari e tagli ai programmi sociali come Medicaid e SNAP. La proposta prevede anche un aumento del tetto del debito di 5.000 miliardi di dollari, il più alto nella storia del Paese.
Secondo Musk, la legge rappresenta un pericolo strategico per gli Stati Uniti e rischia di causare la perdita di milioni di posti di lavoro. Il fondatore di Tesla e SpaceX accusa il provvedimento di sovvenzionare industrie obsolete, come quelle legate ai combustibili fossili o alla manifattura tradizionale, a discapito di settori emergenti come le energie rinnovabili, la mobilità elettrica e la tecnologia spaziale. Questo, secondo Musk, ostacola lo sviluppo dell’innovazione tecnologica e mette l’America in una posizione di svantaggio competitivo. “Mette l’America sulla corsia veloce verso la schiavitù del debito”, ha dichiarato, sottolineando come l’enorme espansione della spesa pubblica rischi di aggravare il deficit federale.
Il disegno di legge ha già superato un primo voto procedurale al Senato con 51 voti favorevoli e 49 contrari, e si avvia ora alla ratifica finale. Ma le polemiche non sembrano destinate a fermarsi, anche all’interno dello stesso Partito Repubblicano. Musk ha parlato di “suicidio politico” per il GOP, esprimendo preoccupazione per le conseguenze economiche a lungo termine e per il futuro delle industrie americane più innovative.












