Il Green Deal europeo, nato per accelerare la transizione ecologica, presenta anche criticità che potrebbero impattare fortemente sull’economia e sull’occupazione, specialmente in Italia. Secondo le stime, sono a rischio circa 270.000 posti di lavoro in Europa, di cui 70.000 nella filiera dell’automobile italiana. Questo è quanto dichiarato dal presidente di Confindustria, Emanuele Orsini. Una scadenza che potrà far iniziare a capire meglio l’impatto sul settore automobilistico sarà sarà il 1 gennaio 2024, quando entreranno in vigore le penalità per le case automobilistiche che non rispetteranno gli obiettivi ambientali.
Un altro momento chiave sarà il prossimo 17 dicembre, secondo quanto riportato dal Ministro delle imprese e del made in Italy Adolfo Urso. Durante questo incontro sarà definito il piano Italia, un progetto pensato per sostenere il comparto auto e accompagnarlo nella transizione ecologica. Il piano prevede investimenti mirati in ricerca, innovazione, piattaforme tecnologiche e nuovi modelli di auto, oltre al coinvolgimento attivo dell’industria della componentistica, fondamentale per mantenere competitiva la filiera italiana. Secondo il Ministro, la transizione richiede una collaborazione stretta tra il Governo, le Regioni, i sindacati, Stellantis e le aziende dell’indotto. Solo così sarà possibile mitigare l’impatto occupazionale e strutturale del Green Deal. Una volta delineato il piano Italia, il Ministro prevede che John Elkann, presidente di Stellantis, possa presentare al Parlamento un nuovo piano aziendale allineato con gli obiettivi del governo.
Emanuele Orsini, ha sottolineato che l’uscita di Carlos Tavares, attuale CEO di Stellantis, potrebbe rappresentare un’opportunità per l’azienda e per Elkann di rafforzare il loro impegno verso l’Italia. Confindustria si impegnerà a proteggere i posti di lavoro nel settore auto, definito come un’eccellenza italiana riconosciuta a livello globale. Il mantenimento dell’occupazione deve essere al centro delle strategie future, così come la valorizzazione delle competenze della filiera nazionale.










