L’ alluvione di maggio 2024, in Emilia Romagna, è stato un evento che ha messo in evidenza la vulnerabilità del settore agricolo regionale, già duramente provato da alcuni eventi climatici avversi negli anni precedenti.
Il contesto regionale mostra come i danni subiti dalle aziende agricole siano stati ingenti. Nella provincia di Ravenna, si stima che il 28-30% delle 6.168 aziende agricole presenti abbia subito gravi danni. Questo dato si inserisce in un quadro già compromesso dalle gelate dell’aprile 2023, che avevano colpito duramente le aziende agricole di altre province, tra cui Ferrara, Modena, Bologna, Forlì-Cesena, Rimini, Reggio Emilia e Piacenza.
Un caso emblematico della difficoltà che stanno affrontando gli agricoltori è quello dell’Azienda Agricola Mordini di Riolo Terme. L’azienda aveva richiesto un rimborso di 30.000 euro per i danni subiti, ma, invece, ha ricevuto solo 13,83 euro.
Stefano Mordini, uno dei titolari, ha denunciato pubblicamente questa situazione, sottolineando la mancanza di un sostegno concreto e adeguato da parte delle autorità competenti.
La gestione dei rimborsi da parte di AgriCat è stata oggetto di forti critiche. Circa il 50% delle richieste di rimborso sono state respinte, e tra quelle accettate, solo due aziende su dieci hanno ricevuto un contributo parziale.
Marcello Bonvicini, presidente regionale, ha denunciato la lentezza e l’insufficienza dei rimborsi, facendo appello per interventi urgenti a sostegno dell’agricoltura emiliano-romagnola.
Le associazioni di categoria, per far fronte a questa crisi, hanno avanzato un manifesto in cinque punti, proponendo una road map per la ripresa del territorio.
Tra le richieste principali vi sono: l’erogazione completa dei fondi AgriCat, la realizzazione di un piano strategico di messa in sicurezza delle aree, con particolare attenzione alle zone collinari, l’introduzione di contributi di integrazione del reddito commisurati alle reali esigenze degli agricoltori, la semplificazione delle procedure burocratiche per le perizie e le richieste di ristoro, e un maggiore coinvolgimento delle associazioni di categoria nella gestione dei fondi e dei rimborsi.










