Le famiglie europee risparmiano più che prima del 2020, con un tasso di risparmio nell’Eurozona al 15,7%, superiore alla media pre-pandemia del 12,3%. Negli Stati Uniti, il tasso è sceso al 5,2%, sotto la media del 6,1% del periodo 2010-2019, sostenendo la ripresa economica, mentre in Europa prevale la prudenza.
Negli Stati Uniti, un mercato azionario vivace, trainato soprattutto dai settori tecnologico e finanziario, e l’aumento dei prezzi delle proprietà hanno spinto i consumatori a spendere di più. In Europa, il possesso di azioni è meno diffusa e molti hanno mutui a breve termine, che comportano rate più elevate e frequenti rispetto ai mutui a lungo termine, spingendo così le famiglie a risparmiare di più per far fronte a queste scadenze. Inoltre, la crescita economica è debole, soprattutto in Germania.
Anche il mercato del lavoro riflette questa differenza: negli USA, a settembre, sono stati creati 254.000 nuovi posti di lavoro, accompagnati da una crescita dei salari. In Europa, invece, il mercato del lavoro ha registrato una crescita molto più modesta, con un aumento occupazionale limitato e segnali di debolezza in diversi settori chiave, specialmente in Germania. In Europa la crescita è lenta, con il PIL dell’Eurozona previsto in aumento solo dello 0,7% nel 2024, rispetto al 2,6% negli USA.
Tensioni internazionali e dipendenza energetica contribuiscono alla cautela in Europa. La crisi energetica e la guerra in Ucraina hanno accentuato le preoccupazioni, portando le famiglie europee a mantenere livelli di risparmio più alti. Al contrario, negli USA la fiducia dei consumatori e un mercato del lavoro in crescita sostengono la spesa, che rimane un motore importante per la ripresa.










