In Corea del Nord, se scrivi “Corea del Sud” sul tuo telefono e il sistema lo cambia in “Stato fantoccio”.
Questa è solo una delle tante funzioni di censura automatica scoperte su uno smartphone nordcoreano finito all’estero. Dietro un’apparenza normale, questo dispositivo nasconde un controllo capillare: ogni parola digitata viene monitorata, corretta, segnalata.
Secondo la BBC e il sito Daily NK, che è riuscito a far uscire clandestinamente il telefono dalla CoreadelNord alla fine del 2024, il software non si limita a correggere termini sgraditi al regime: ogni cinque minuti scatta uno screenshot in segreto, salvandolo in una cartella nascosta. Il tutto, probabilmente accessibile solo dalle autorità.
Tra le modifiche più assurde c’è la sostituzione di “oppa” (slang sudcoreano per “fidanzato” o “fratello maggiore”) con “compagno”. Un avviso spiega che può essere usato solo in senso familiare, non affettivo. Il sistema rileva anche accenti e parole sudcoreane, ormai considerati reati dallo Stato dal 2023.
Gli smartphone sono ormai parte integrante del modo in cui la Corea del Nord cerca di indottrinare la popolazione, spiega Martyn Williams, esperto del Stimson Center. La Corea del Nord sta ora cominciando ad avere la meglio.Lo Stato ha organizzato vere e proprie “squadre giovanili” per vigilare sull’abbigliamento e il linguaggio, soprattutto tra i giovani.
Eppure, qualcosa riesce a passare: ogni mese migliaia di chiavette USB e schede SD con serie sudcoreane e musica K-pop entrano di nascosto nel Paese, spesso nascoste nella frutta. Parte di questa rete è finanziata dagli Stati Uniti, anche se i tagli imposti da Trump ne hanno rallentato l’attività.










