Secondo indiscrezioni riportate dal WallStreetJournal, l’amministrazione americana starebbe elaborando un ordine esecutivo per escludere dalle gare pubbliche le aziende tecnologiche i cui sistemi di intelligenza artificiale mostrino un orientamento politico marcato. Il provvedimento punterebbe a impedire la collaborazione con AI ritenute sbilanciate ideologicamente, in particolare quelle percepite come troppo “progressiste”.
A sostenere l’iniziativa ci sarebbero i consiglieri di DonaldTrump nel campo tecnologico, DavidSacks e SriramKrishnan. L’idea è quella di imporre standard più stringenti sulla presunta neutralità dei chatbot destinati all’uso governativo, promuovendo strumenti ritenuti “imparziali”.
Sacks, vicino a ElonMusk, ha più volte criticato le AI che ritiene condizionate dal politicamente corretto. Musk, attraverso xAI, ha lanciato Grok, un chatbot descritto come alternativo e meno filtrato. Nonostante ciò, Grok è stato al centro di forti critiche per la diffusione di contenuti ritenuti inaccettabili, tra cui frasi antisemite. xAI ha successivamente introdotto sistemi per bloccare linguaggi offensivi.
Nonostante le polemiche, la piattaforma Grok è stata inclusa in un accordo governativo del 14 luglio che ne permette l’uso da parte del personale federale. Questa decisione potrebbe entrare in conflitto con le nuove direttive in arrivo dalla Casa Bianca.
Il nuovo ordine esecutivo potrebbe essere annunciato a breve e rientrerebbe in una strategia nazionale più ampia per rafforzare la competitività tecnologica degli Stati Uniti rispetto alla Cina. Tra le azioni previste ci sarebbero l’aumento della produzione di chip avanzati, lo sviluppo di infrastrutture per data center e l’espansione delle risorse energetiche dedicate all’intelligenza artificiale.
Questa misura si inserisce in una linea politica che, da parte repubblicana, mira a contrastare l’influenza delle aziende tech della Silicon Valley, spesso accusate di censurare opinioni conservatrici tramite algoritmi o filtri ideologici.










