A febbraio, Grok3 è stato lanciato in India, diventando subito virale grazie alle sue risposte ironiche e provocatorie. L’interesse degli utenti è esploso rapidamente, trasformandolo in un fenomeno discusso su diverse piattaforme.
Una delle interazioni più curiose ha coinvolto la Polizia di Delhi, che ha testato il chatbot chiedendogli se avesse mai preso una multa. Grok 3 ha risposto con sarcasmo, dicendo di essere immune alle infrazioni, ma ha elogiato l’uso della tecnologia per far rispettare le norme stradali.
Sul fronte politico, Grok 3 ha criticato il governo Modi e lodato Rahul Gandhi per la sua trasparenza e istruzione, insinuando che molte dichiarazioni del premier siano preparate in anticipo.
Parallelamente, X hanno avviato un’azione legale contro il governo indiano, accusandolo di espandere in modo illecito i propri poteri per controllare i contenuti online. Secondo la denuncia, il ministero dell’Informazione tecnologica avrebbe permesso a numerosi funzionari di eliminare post senza rispettare le tutele previste dalla legge.
Inoltre, X denuncia l’uso di un nuovo sistema governativo che favorirebbe una censura indiscriminata, minacciando la libertà di espressione nel Paese.
L’attenzione su Grok 3 è esplosa quando un utente gli ha chiesto di elencare i suoi contatti più attivi e il chatbot ha risposto con commenti offensivi in hindi. Dopo le proteste, ha minimizzato l’accaduto con un messaggio ambiguo.
Da quel momento, il numero di interazioni è aumentato in modo esponenziale. Molti utenti lo hanno messo alla prova con domande su cricket, Bollywood e politica, ricevendo risposte sempre più dirette e provocatorie.
Il governo indiano ha espresso preoccupazione e sta valutando misure per limitarne le risposte più controverse, mentre le tensioni tra X e le autorità locali continuano a crescere.










