Honda e Nissan stanno discutendo una collaborazione più stretta, che potrebbe includere una fusione. L’obiettivo è chiaro: affrontare i colossi come Tesla e i concorrenti cinesi, in particolare nel mercato dei veicoli elettrici.
Nissan sta attraversando un momento complicato, con gravi problemi finanziari. Ha avviato un piano di risparmio di 2,6 miliardi di dollari, che prevede il taglio di 9.000 posti di lavoro e una riduzione del 20% della capacità produttiva. In più, le vendite in Cina e Stati Uniti sono calate, portando a un crollo dell’85% dei profitti nell’ultimo trimestre. In questo contesto, la fusione potrebbe rappresentare un’ancora di salvezza per Nissan.
Se avvenisse, questa fusione creerebbe un colosso da 54 miliardi di dollari, con una produzione annuale di 7,4 milioni di auto. Sarebbe il terzo gruppo automobilistico al mondo, subito dopo Toyota e Volkswagen, rafforzando il ruolo del Giappone nell’industria globale.
Tra le opzioni in gioco ci sono la creazione di una holding, una fusione completa o una collaborazione più stretta con Mitsubishi, che è già controllata in parte da Nissan. Il focus è migliorare le tecnologie condivise e accelerare la produzione di veicoli elettrici per restare competitivi.
Queste trattative hanno già avuto un impatto sui mercati. Le azioni di Nissan sono aumentate del 24% a Tokyo, mentre Mitsubishi ha guadagnato il 20%. Honda, invece, ha subito un lieve calo del 3%. Anche Renault, il maggiore azionista di Nissan, ha visto un aumento del 6,5% nelle sue azioni, nonostante non abbia commentato ufficialmente.
Tesla e BYD, specialmente in Cina, rappresentano una forte concorrenza. Per competere, Honda e Nissan devono tagliare i costi e sviluppare nuove tecnologie più velocemente. Inoltre, i dazi del 25% sugli import di auto negli Stati Uniti sono un ulteriore problema. Entrambe le aziende puntano a utilizzare gli stabilimenti in Messico per aggirare queste tariffe.










