Novo Nordisk sta attraversando una fase delicata, segnata da una brusca perdita di valore in Borsa e da importanti cambiamenti interni. Nell’arco degli ultimi dodici mesi, le azioni del gruppo farmaceutico danese sono crollate di oltre il 50%, facendo perdere all’azienda il titolo di società europea con la maggiore capitalizzazione di mercato, dopo aver toccato i 650 miliardi di dollari nel 2024.
La società ha rivisto al ribasso le previsioni finanziarie per il 2025. Le vendite sono ora stimate in crescita tra il 13% e il 21%, rispetto a una precedente forchetta del 16%-24%. Anche l’utile operativo previsto è stato ridotto, passando da una stima del 19%-27% a una nuova previsione compresa tra il 16% e il 24%.
Uno dei principali fattori di pressione è la concorrenza sempre più aggressiva, in particolare da parte della statunitense Eli Lilly, che ha recentemente lanciato farmaci anti-obesità ritenuti più efficaci, come Zepbound. Questo ha penalizzato le vendite di prodotti chiave di Novo Nordisk come Ozempic e Wegovy. A complicare ulteriormente la situazione, negli Stati Uniti è cresciuta la disponibilità di versioni generiche di questi farmaci, vendute da farmacie di compounding durante i periodi di carenza, erodendo ulteriormente le quote di mercato dell’azienda.
Sul fronte della ricerca e sviluppo, anche i risultati degli studi clinici su CagriSema, un nuovo farmaco per l’obesità, si sono rivelati inferiori alle aspettative, contribuendo al malumore degli investitori e al ribasso del titolo.
In questo contesto di difficoltà, Lars Fruergaard Jrgensen ha annunciato le dimissioni da CEO dopo otto anni alla guida dell’azienda. Una decisione presa congiuntamente al consiglio di amministrazione e alla Novo Nordisk Foundation, che ha chiesto un’accelerazione nella successione e ha aumentato la propria rappresentanza nel board. Jrgensen resterà in carica durante la fase di transizione, fino alla nomina del nuovo amministratore delegato.










