Il caffè al bar, una volta il piacere più accessibile per ogni italiano, rischia di diventare una piccola stravaganza riservata a pochi, sotto l’assalto dei rincari che colpiscono anche il più sacro dei riti quotidiani. Il prezzo medio di un espresso al bar è salito del 15% rispetto al 2021, con punte che raggiungono 1,50 euro a tazzina in alcune città. Gli esperti prevedono ulteriori aumenti nelle prossime settimane, alimentati dall’incremento dei costi delle materie prime.
In particolare, il prezzo del caffè robusta, una delle varietà più utilizzate nei bar italiani, ha registrato un’impennata considerevole. Al 21 agosto, la quotazione del robusta ha raggiunto i 4.600 dollari per tonnellata, un aumento del 79% rispetto allo stesso periodo del 2023. Questa tendenza al rialzo potrebbe portare il prezzo di un espresso a toccare i 2 euro nei prossimi mesi, un incremento che potrebbe mettere a dura prova i consumatori e incidere pesantemente sulle abitudini quotidiane degli italiani.
L’impatto economico e sociale di questi rincari è notevole. Ogni anno in Italia si consumano circa 6 miliardi di caffè, generando un giro d’affari di circa 7 miliardi di euro solo per l’espresso. Tuttavia, l’aumento dei prezzi potrebbe non solo ridurre il consumo di caffè, ma anche minacciare tradizioni radicate come quella del “caffè sospeso”, particolarmente diffusa in città come Napoli, dove il caffè non è solo una bevanda, ma un gesto di solidarietà sociale.
Assoutenti ha espresso profonda preoccupazione per questi aumenti, sottolineando come possano aggravare ulteriormente la spesa quotidiana dei consumatori, già sotto pressione a causa dell’inflazione e dell’aumento dei costi in altri settori. Gabriele Melluso, rappresentante dell’associazione, ha evidenziato come questi rincari possano avere un impatto significativo su un rito quotidiano profondamente radicato nella cultura italiana, trasformando il semplice gesto di prendere un caffè al bar in un lusso per molti.










