Il London Stock Exchange Groupm, secondo quanto riportato dal Financial Times, sta valutando se introdurre il trading 24 ore su 24 o ampliare gli orari di negoziazione. L’idea nasce per rispondere alla crescente domanda degli investitori retail, sempre più attivi anche al di fuori delle fasce orarie tradizionali.
Negli Stati Uniti il dibattito è già molto avanzato. L’interesse è alimentato dall’aumento degli investitori giovani che operano da cellulare e dal successo dei mercati crypto, che restano aperti 24/7. Diverse borse statunitensi come NYSE, Nasdaq e Cboe hanno chiesto alla SEC l’autorizzazione per estendere gli orari, mentre una nuova piattaforma chiamata “24X” ha ottenuto un primo via libera, anche se il suo debutto notturno è ancora in attesa.
A differenza dei mercati azionari tradizionali, che chiudono ogni sera e nei weekend, il mercato delle criptovalute è sempre aperto, 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Questo significa che si può comprare o vendere Bitcoin, Ethereum e altre crypto in qualsiasi momento, senza dover aspettare l’apertura di una borsa. È uno dei motivi per cui molti giovani investitori si sono avvicinati a questi strumenti: la possibilità di operare in tempo reale, in ogni parte del mondo.
Il London Stock Ecvhange Group sta valutando attentamente tutti gli aspetti legati a questa possibile trasformazione: dalle tecnologie necessarie alle implicazioni regolatorie, fino agli effetti su società con doppia quotazione. Un’attenzione particolare è rivolta alla questione della liquidità, oggi concentrata soprattutto nelle fasi di apertura e chiusura del mercato. L’analisi fa parte di un progetto più ampio che mira a modernizzare l’offerta con nuovi prodotti e servizi.
Tuttavia, non mancano le perplessità. I gestori professionali si mostrano prudenti, temendo un aumento dei costi operativi e nuovi rischi normativi.










