Le Nazioni Unite hanno denunciato l’uso crescente di tecnologie intrusive da parte dell’Iran per reprimere il dissenso, con particolare attenzione alle donne che sfidano le rigide leggi sull’hijab.
Secondo un recente rapporto dell’ ONU, il governo iraniano sta implementando un sistema di sorveglianza avanzato che combina droni, telecamere di sicurezza e software di riconoscimento facciale per monitorare e punire chi non rispetta il codice di abbigliamento islamico.
Una delle strategie adottate dal regime è il cosiddetto “vigilantismo sponsorizzato dallo Stato”, che incoraggia i cittadini a segnalare presunte violazioni attraverso l’app “Nazer”. Questo strumento permette di registrare dettagli precisi come luogo, data, ora e numero di targa di un veicolo in cui si trovano donne senza velo, inviando automaticamente segnalazioni alla polizia.
I proprietari dei veicoli ricevono poi un avviso e, in caso di ripetute infrazioni, i loro mezzi possono essere sequestrati.Il rapporto ONU parla anche dell’uso del riconoscimento facciale all’ingresso dell’Università Amirkabir di Teheran per identificare le studentesse che non indossano il velo.
Il rapporto ONU sarà presentato ufficialmente al Consiglio per i dirittiumani il 18 marzo.










