Il Qatar ha proposto di donare agli StatiUniti un Boeing 747-8 del valore stimato di 400 milioni di dollari, precedentemente appartenuto alla famiglia reale qatariota.
L’aereo, progettato con interni di lusso dallo studio francese Alberto Pinto, potrebbe temporaneamente sostituire gli attuali AirForceOne, due Boeing 747-200B in servizio dal 1990, in attesa della consegna posticipata al 2027-2028 dei nuovi modelli ordinati durante il primo mandato di DonaldTrump.
L’operazione, tuttavia, solleva questioni legali e costituzionali. La Costituzione degli Stati Uniti vieta infatti ai funzionari federali di accettare regali da governi stranieri senza l’approvazione del Congresso.
Per aggirare questa restrizione, l’amministrazione Trump ha avanzato un piano secondo cui il velivolo verrebbe inizialmente donato al Dipartimento della Difesa, per poi essere trasferito alla Trump Presidential Library Foundation, l’organizzazione no-profit incaricata di conservare documenti e materiali delle amministrazioni presidenziali.
L’annuncio ufficiale è atteso durante la visita di Trump in Qatar, prevista per questa settimana. Ma l’iniziativa ha già innescato polemiche: esponenti del Partito Democratico e anche alcuni repubblicani hanno espresso dubbi sull’opportunità di accettare un dono così oneroso da parte di uno Stato estero, temendo conseguenze etiche e legali.
L’Air Force One non è un semplice aereo: è il centro nevralgico del potere esecutivo in volo, equipaggiato con uffici, sale conferenze, alloggi privati, sistemi di comunicazione sicura e difese avanzate.
Qualunque velivolo con a bordo il presidente degli Stati Uniti assume questo codice, ed è simbolo non solo di mobilità, ma anche di autorità e continuità operativa. La proposta qatariota, dunque, tocca nervi sensibili non solo sul piano della sicurezza e della politica estera, ma anche sul terreno della trasparenza e della tenuta istituzionale americana.










