La nuova frontiera del citizen journalism? Il WashingtonPost sta per lanciare una novità nel modo di creazione dei suoi contenuti editoriali: nella sezione “Opinion” ci saranno articoli scritti da lettori, guidati dall’ intelligenzaartificiale. Il nuovo progetto, battezzato dalla testata americana Ripple, punta vuole dare più voce ai commentatori, trasformando ogni utente in un possibile osservatore del mondo e aumentando dunque la democrazia, grazie all’appoggio di un assistente smart chiamato Ember.
Ember non è un semplice correttore grammaticale: è proprio un mentore creativo dotato di uno “storystrength meter”, ossia un valutatore della forza dell’argomentazione. Inoltre suggerisce prompt appositi e solleva domande chiave per arricchire la riflessione. Ogni testo scritto viene comunque controllato dei redattori umani prima della pubblicazione. Secondo indiscrezioni, il debutto pubblico più ampio dell’iniziativa avverrà tra estate e autunno 2025.
Dietro questa idea rivoluzionaria, c’è un doppio obiettivo: da un lato, allargare la platea dei commentatori al di là dei soliti giornalisti, da cui i lettori spesso diffidano; dall’altro, sperimentare un modello per monetizzare dai contenuti generati gratuitamente dagli utenti.
Non è la prima volta che un progetto editoriale si avvale così massicciamente di assistenti IA. Un famoso esempio è il chatbot Climate Answers, che usa l’IA per rispondere a domande su ambiente e clima attingendo all’archivio del Post. Le preoccupazioni sulla qualità del giornalismo generale persistono e aumentano dunque, in un ambiente già molto contaminato da IA, redattori non professionisti e che non conoscono la deontologia e fake news. Il mondo dell’informazione subisce i cambiamenti del mondo della tecnologia, e come essa si deve adattare velocemente.
















