In Vietnam non c’è più il limite di due figli per famiglia.Lo ha deciso il Parlamento di Hanoi con una nuova norma che segna la fine di una politica introdotta nel 1988, quando ogni donna aveva in media più di quattro figli.
Oggi lo scenario è completamente cambiato: il tasso di natalità è crollato e da tre anni è sotto il livello considerato necessario per mantenere stabile la popolazione. A dicembre è sceso a 1,91 figli per donna, il dato più basso mai registrato nel Paese.
Il calo preoccupa il governo, che teme un futuro in cui la popolazione sarà troppo anziana per garantire sviluppo economico e sostenibilità sociale.
È in questo contesto che arriva la svolta: d’ora in poi ogni coppia potrà decidere liberamente quanti figli avere, quando e con quale distanza tra una nascita e l’altra.
La vecchia legge imponeva il limite di due figli, tranne in alcuni casi particolari. Per chi non faceva parte del Partito Comunista, però, non era davvero vincolante. Diverso il discorso per i membri del Partito: in quel caso si rischiava una sanzione ufficiale, una riduzione dei bonus economici o addirittura il licenziamento dall’incarico.
Il tema era già sul tavolo da un anno. Il Ministero della Salute aveva infatti proposto di aggiornare la normativa per adattarla al contesto demografico attuale, lasciando alle famiglie piena libertà nella scelta.










