L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha iniziato un’indagine su Giorgio Armani e Dior per presunto sfruttamento dei lavoratori nelle loro fabbricheitaliane. Le accuse includono salari bassi, cattive condizioni di lavoro e pratiche di vendita ingannevoli.
Recentemente, il tribunale di Milano ha ordinato che le filiali italiane di Dior e Armani siano gestite sotto amministrazione giudiziaria a causa degli abusi nelle loro catene di fornitura. È emerso che i subappaltatori cinesi impiegavano lavoratori in condizioni terribili, facendoli vivere in dormitori squallidi e pericolosi. Molti di questi lavoratori venivano dalla Cina e lavoravano in condizioni disumane.
Per quanto riguarda la Giorgio Armani Operations, secondo le accuse, la loro produzione mirava a ridurre i costi eludendo le leggi, mentre Manufactures Dior, sempre secondo le accuse. pagava le borse 53 euro e le vendeva a migliaia di euro, senza garantire un’adeguata supervisione. Queste pratiche hanno suscitato grande indignazione, portando a una reazione decisa delle autorità italiane.
Dior (LVMH) ha dichiarato di collaborare pienamente con le autorità italiane, condannando gli atti commessi dai fornitori e sospendendo gli ordini con i fornitori coinvolti. Hanno anche promesso di migliorare le loro procedure. Armani ha espresso la volontà di collaborare, sostenendo che le accuse siano infondate.
In risposta, sono state effettuate ispezioni nelle sedi di Armani e Dior in Italia, con l’aiuto della Guardia di Finanza. Questo ha messo in luce la necessità di un maggiore controllo sulle catene di fornitura nel settore del lusso, sottolineando l’importanza di promuovere artigianato e eccellenza.
Il danno all’immagine dei due marchi è stato grande, rendendo chiaro quanto sia importante la sostenibilità e l’etica nei prodotti di lusso. Ora, consumatori e investitori sono più consapevoli e esigenti, spingendo gruppi come Chanel a investire nell’acquisto e nell’integrazione dei fornitori per garantire standard elevati e trasparenti.










