Come nel film Her, o il meno citato Ex Machina, dove i protagonisti instaurano rapporti umani con intelligenze artificiali, anche nella realtà odierna emergono casi di persone che sviluppano legami affettivi con IA. Secondo uno studio pubblicato su Trends in Cognitive Sciences da un team di psicologi della Missouri University of Science & Technology, guidato da Daniel Shank, l’interazione prolungata con chatbot avanzati può portare a relazioni emotive intense, talvolta con esiti drammatici.
Un caso tragico è quello di Sewell Setzer, un quattordicenne del Michigan affetto da ADHD e vittima di bullismo, che ha trovato conforto in un’applicazione di IA. Purtroppo, la relazione virtuale instaurata con il chatbot ha aumentato il suo isolamento e alla sua fina ha portato il ragazzo al su1c1di0.
Il dottor Shank sottolinea che le relazioni con le IA possono distorcere le dinamiche sociali normali, portando gli individui a crearsi aspettative irrealistiche nei rapporti umani. Inoltre, la fiducia riposta in queste tecnologie può esporre le persone a manipolazioni, sfruttamenti e frodi.
La crescente presenza dell’IA nella vita quotidiana rende urgente una riflessione sull’educazionedigitale e sulla necessità di strumenti per riconoscere e gestire i rischi emotivi associati. È fondamentale che psicologi e scienziati sociali collaborino per comprendere e affrontare queste nuove sfide, garantendo un uso consapevole e sicuro della tecnologia.










