In Iran un rapper è stato condannato a morte per aver insultato il profeta Maometto.
La Corte Suprema di Teheran ha accettato l’obiezione del pubblico ministero e ha convertito la precedente condanna a cinque anni di carcere in pena di morte.
Amir Tataloo è considerato uno dei pionieri del rap in Iran. Attivo musicalmente dai primi anni 2000, l’artista si era trasferito a Istambul nel 2018 dopo non essere riuscito a ottenere una licenza musicale dalle autorità iraniane. Lo scorso dicembre è stato arrestato dalle autorità turche e consegnato all’Iran.
Oltre all’accusa di blasfemia nei confronti di Maometto, Tataloo è accusato di “incoraggiamento alla prostituzione”, “propaganda contro la Repubblica Islamica” e “diffusione di contenuti osceni sotto forma di clip e canzoni”.
La sentenza non è ancora definitiva e può essere impugnata dall’imputato.










