Dopo l’escalation di violenze nei confronti del personalesanitario, il governo, tramite un testo approvato in Consiglio dei Ministri, ha deciso di punire in maniera più severa coloro che aggrediscono i camici bianchi o danneggiano le strutture e i beni destinati alla sanità.
Dopo l’inasprimento delle pene nei confronti degli aggressori del personale sanitario, entrato in vigore lo scorso anno, l’esecutivo ha dunque deciso di rincarare la dose: l’articolo 1 del nuovo testo aggiorna il Codice penale (l’articolo 635) prevedendo una pena aggravata per il reato di danneggiamento all’interno o nelle pertinenze delle strutture sanitarie, socio sanitarie residenziali o semi residenziali. In particolare si prevede che chi distrugge, disperde, deteriora o rende, in tutto o in parte, inservibili cose ivi esistenti o comunque destinate al servizio sanitario e socio sanitario, è punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa fino a 10mila euro.
Questi provvedimenti hanno un forte effetto deterrente. È intollerabile che chi lavora con grande sacrificio in ambulatori e pronto soccorso venga malmenato e che ambienti essenziali come quelli ospedalieri vengano devastati, ha spiegato il ministro della Giustizia, Carlo Nordio. Abbiamo mantenuto un impegno preso con chi ogni giorno si dedica con competenza e dedizione alla cura dei cittadini e non merita di essere oggetto di violenza, ha aggiunto il ministro della Salute Orazio Schillaci.










