In Italia ci sono oltre 16,2 milioni di beneficiari di prestazioni pensionistiche (cioè somme erogate periodicamente dallo Stato o da enti previdenziali per garantire un reddito a chi ha terminato la propria attività lavorativa), con un numero medio di 1,4 pensioni per persona. La maggior parte dei pensionati (68%) riceve una sola prestazione pensionistica (ad esempio, pensione di vecchiaia, di invalidità o per superstiti), mentre il 32% ne riceve due o più. Di questi, il 24,1% riceve due prestazioni, il 6,7% ne riceve tre, e l’1,2% ne riceve quattro o più.
Le donne rappresentano il 52% dei pensionati, ma i loro redditi pensionistici medi sono significativamente inferiori rispetto a quelli degli uomini, con una differenza del 35%. Mentre gli uomini ricevono in media 24.671 l’anno, le donne devono accontentarsi di 18.291.
A fine 2023, il numero totale di il totale di pensioni era pari a 22,9 milioni, per un importo complessivo annuo di oltre 347 miliardi, con un incremento del 7,7% rispetto al 2022, legato all’adeguamento all’inflazione. La maggior parte delle prestazioni riguarda invalidità, vecchiaia e superstiti (Ivs), mentre 4,5 milioni sono prestazioni assistenziali.
Il reddito medio annuo di un pensionato italiano è di 21.382, ma non tutti riescono a raggiungere questa cifra. Quasi un terzo dei pensionati, pari a 4,8 milioni di persone, ha un reddito inferiore a 1.000 al mese, e tra questi 1,7 milioni guadagnano meno di 500 mensili. Le donne sono particolarmente colpite, con oltre 3 milioni che ricevono meno di 1.000 al mese e quasi un milione con meno di 500. Questi pensionati rappresentano il 29,5% del totale, ma la loro quota di spesa pensionistica è solo il 9,6% dell’intero importo.
In netto contrasto, 415.000 pensionati ricevono più di 5.000 al mese, rappresentando il 2,6% del totale, ma assorbendo quasi il 10% della spesa complessiva. La disuguaglianza nei redditi pensionistici è evidente: il 38,4% dei pensionati ha redditi superiori a 2.000 al mese, beneficiando del 60% dell’intera spesa pensionistica.










