Nei primi tre mesi del 2025, il 40% delle 950mila persone che hanno rinnovato la carta d’identità ha espresso un “no” alla donazione di organi. Si tratta della percentuale più alta registrata negli ultimi dieci anni, un dato che il Centro Nazionale Trapianti (CNT) considera “molto preoccupante”. L’aumento delle opposizioni, infatti, riduce le possibilità di salvare vite: attualmente, più di 8.200 persone in Italia sono in lista d’attesa per un trapianto.
Come riportato da Il Post, nel 2015 è stata introdotta la possibilità di esprimere la propria volontà al momento del rinnovo dei documenti. Ad oggi, il sistema informativo trapianti conta 22,3 milioni di dichiarazioni: 15,5 milioni di consensi e 6,8 milioni di opposizioni. Tuttavia, nel primo trimestre del 2025 queste ultime sono aumentate del 3,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Le motivazioni? Secondo il CNT, la maggior parte dei rifiuti deriva da mancanza d’informazione, diffidenza e paura. Molti cittadini si trovano di fronte al modulo sulla donazione senza alcun preavviso, spesso senza comprenderne appieno il significato. “Soprattutto nelle fasce più giovani e più anziane spiega il direttore Giuseppe Feltrin c’è incertezza e poca consapevolezza. Dobbiamo lavorare sul fronte dei dubbiosi e migliorare la comunicazione”.
Eppure i numeri confermano l’importanza della donazione: nel 2024, 1.730 donatori hanno reso possibili 4.602 trapianti, tra cui 2.031 di rene e 1.691 di fegato. Un singolo donatore può infatti aiutare fino a nove persone. Nonostante ciò, tra i 18 e i 30 anni, le opposizioni sono salite dal 33,6% al 37,9%.
Il CNT ha annunciato un’indagine nazionale per comprendere le ragioni dietro i rifiuti e promuovere una cultura del dono più consapevole. Perché dire sì alla donazione non è solo un atto di generosità: è una scelta che può salvare vite.










