Dopo 40 anni di lavoro, l’Académie française ha completato la nona edizione del suo Dizionario, consegnando il quarto e ultimo volume al presidente della Repubblica francese.
La prima edizione di questo lavoro risale al 1694, mentre l’ultima era stata pubblicata nel 1935.
L’ultima voce del dizionario, “Zzz”, definita come “interiezione onomatopeica”, ha suscitato un sorriso ironico nel presidente Macron, che l’ha vista come un omaggio ispirato da Hélène Carrère d’Encausse, il segretario perpetuo dell’Académie, scomparsa nel 2023.
Questa edizione ha introdotto diverse nuove voci, riflettendo i cambiamenti della società contemporanea. Termini come “wokisme” e “risotto” fanno ora parte del patrimonio lessicale ufficiale della Francia, testimoniando l’influenza di movimenti sociali e culturali globali, nonché l’apertura verso tradizioni culinarie internazionali.
Inoltre, il dizionario ha dato spazio alle versioni femminili di alcuni mestieri che, fino ad ora, erano declinati esclusivamente al maschile.
Fondata nel 1635 dal cardinale Richelieu, l’Académie française era nata con l’obiettivo di unificare la dimensione linguistica della Francia, in parallelo alla sua unificazione politica e amministrativa.
I suoi membri, conosciuti come “Les immortels”, sono da secoli custodi della lingua francese, incaricati di definire e preservare la purezza della lingua.










