In Italia, le auto elettriche non stanno ancora decollando: solo il 4,2% delle nuove auto vendute è elettrico, il numero più basso tra i grandi mercati europei. Il problema? Costano tanto, ci sono poche colonnine di ricarica e l’autonomia delle batterie non sempre è sufficiente per viaggi lunghi. Intanto, l’Unione Europea sta discutendo se rallentare un po’ la transizione verso l’elettrico.
Proprio su questo tema, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un’indagine su quattro grandi marchi: Byd Industria Italia, Stellantis Europe, Tesla Italy e Volkswagen Group Italia. Il motivo? Secondo l’Antitrust, le informazioni sulle auto elettriche non sono sempre chiare per i consumatori. I punti sotto la lente sono tre: l’autonomia reale delle vetture, il degrado delle batterie nel tempo e le condizioni delle garanzie offerte.
Le ispezioni sono avvenute il 20 febbraio, con il supporto della Guardia di Finanza Nucleo Speciale Antitrust. Ora le aziende devono rispondere e spiegare meglio le loro comunicazioni ai clienti.
Uno dei problemi principali riguarda l’autonomia dichiarata delle auto elettriche: spesso i dati forniti non rispecchiano la realtà, e non viene spiegato bene che fattori come il freddo, il climatizzatore o lo stile di guida possono influenzarla molto.
C’è poi la questione delle batterie: col tempo si degradano, ma non sempre questo viene detto chiaramente. Inoltre, le garanzie non sono trasparenti e cambiare la batteria può costare una fortuna.










