Secondo un’indagine realizzata da CLUSIT, l’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica, nel 2025 l’Italia ha subito quasi il 10% degli attacchi informatici registrati a livello globale. Nel primo semestre dell’anno, il Paese ha ricevuto circa il 10,2% degli attacchi mondiali, rispetto al 9,9% del 2024, con un incremento del 600% degli attacchi rivolti al settore Difesa su base annua.
La Difesa italiana si conferma il settore più colpito, con circa il 38% degli attacchi registrati nei primi sei mesi del 2025. La maggior parte degli eventi ha matrice di “hacktivism”, ovvero attacchi con motivazioni politiche o sociali, pari al 54% del totale, superando il cybercrime che rappresenta il 46% degli episodi e punta alla sottrazione di dati o denaro. Altri motivi includono sabotaggio, interruzione di servizi e compromissione strategica.
Tra i settori più colpiti figurano quello governativo/militare e quello dei trasporti e della logistica, che insieme rappresentano quasi il 17% degli attacchi nel primo semestre del 2025, mentre il settore sanitario mostra una significativa diminuzione rispetto al 2024.
In molti casi, l’incremento dell’uso dell’intelligenza artificiale da parte degli aggressori e l’elevata esposizione delle infrastrutture aumentano i rischi, rendendo più difficile la difesa contro gli attacchi informatici.










