Dal 2026 cambia tutto per chi fa acquisti con la carta: il lettore POS e il registratore di cassa dovranno essere collegati tra loro in automatico. Ogni pagamento elettronico verrà registrato e inviato subito all’Agenzia delle Entrate, così da rendere più difficile evadere le tasse.
In parallelo, si parte con un piano (non ancora legge) per dire addio agli scontrini cartacei. Sarà un passaggio graduale, per non creare problemi ai negozi più piccoli. Si comincia dal 1 gennaio 2027 per i supermercati e la grande distribuzione, poi tocca alle attività con un certo volume d’affari dal 2028, e infine dal 2029 per tutti gli altri. In ogni caso, se il cliente vuole, potrà sempre chiedere lo scontrino stampato.
Il motivo principale? Ridurre l’impatto ambientale: gli scontrini sono stampati su carta termica che non si può riciclare e contiene sostanze chimiche. Ridurli significa anche meno rifiuti.
Il Parlamento ha chiesto al Governo di rendere obbligatori strumenti tecnologici che permettano di inviare lo scontrino in digitale. Lo scontrino di carta sarà disponibile solo su richiesta, mentre l’invio dei dati continuerà a essere obbligatorio per legge.
Infatti, resta l’obbligo per tutti i commercianti di trasmettere online gli importi incassati. Serve sia per tenere tutto sotto controllo a livello fiscale, sia per contrastare l’evasione.
Si parte dalla grande distribuzione perché è già pronta: molti supermercati mandano già lo scontrino via SMS o email, e anche per fare resi o chiedere garanzie non serve più il cartaceo.










