Il Green Industrial Deal è un piano dell’Unione Europea per ridurre l’inquinamento e aiutare le industrie a diventare più sostenibili. L’obiettivo è tagliare le emissioni di gas serra del 55% entro il 2030 e del 90% entro il 2040 rispetto ai livelli del 1990. Ma secondo il commissario al clima Wopke Hoekstra, queste misure da sole non bastano: serve una strategia più ampia che equilibri crescita economica, rispetto dell’ambiente e indipendenza energetica.
Oggi, 26 febbraio, la Commissione europea ha presentato ufficialmente il piano per supportare le aziende nel passaggio a un modello produttivo più sostenibile. Verranno messi a disposizione fino a 100 miliardi di euro e si prevede la creazione di una banca per aiutare le imprese a ridurre l’inquinamento.
Per rendere più facile e veloce il passaggio alle energie pulite, l’Unione Europea cambierà le regole sugli aiuti di Stato, semplificando l’approvazione di progetti legati alle rinnovabili e alla decarbonizzazione. Inoltre, verrà potenziato il Fondo per l’Innovazione per garantire che ci siano abbastanza risorse per sviluppare nuove tecnologie sostenibili.
La vicepresidente della Commissione, Teresa Ribera, ha sottolineato che rendere le industrie più ecologiche non solo aiuta l’ambiente, ma è anche una grande opportunità per creare posti di lavoro e rafforzare l’economia. Secondo lei, raggiungere gli obiettivi climatici darà sicurezza agli investitori e spingerà lo sviluppo di nuove tecnologie pulite, rendendo l’energia più accessibile a tutti.
Un’altra idea chiave del piano è l’acquisto congiunto di materie prime critiche, cioè materiali essenziali per produrre tecnologie pulite. Questo permetterà all’Europa di ottenere prezzi migliori e di non dipendere troppo da paesi esteri.










