Negli ultimi mesi, le relazioni tra UnioneEuropea e StatiUniti stanno attraversando una fase di tensione crescente. Una serie di episodi ha riacceso gli attriti tra le due sponde dell’Atlantico, mettendo in discussione alcuni dei pilastri storici della cooperazione transatlantica.
Tutto è iniziato con una tregua temporanea sul fronte commerciale: Bruxelles ha sospeso per 90 giorni le contromisure su circa 21 miliardi di euro di esportazioni americane, in risposta alla decisione degli Stati Uniti di mettere in pausa i dazi su acciaio e alluminio. Un gesto distensivo, ma che non è bastato a placare il clima di diffidenza.
Washington ha infatti mosso accuse pesanti all’Unione, puntando il dito contro le regolamentazioni europee sulle Big Tech. Secondo gli Stati Uniti, le nuove norme sarebbero una forma di censura, con implicazioni pericolose sul fronte della libertà di espressione e della trasparenza elettorale.
In questo contesto, l’UE ha deciso di adottare misure di sicurezza rafforzate per i viaggi ufficiali negli Stati Uniti, equiparabili a quelle utilizzate per destinazioni considerate ad alto rischio come Cina e Ucraina. Tra queste, la distribuzione di telefoni usa e getta e laptop base ai commissari, l’obbligo di spegnere i dispositivi alla frontiera, l’utilizzo di custodie anti-spionaggio e la scelta di inserire i visti nei lasciapassare diplomatici anziché nei passaporti nazionali.
A complicare ulteriormente i rapporti è il ritorno di DonaldTrump sulla scena politica americana. Le sue dichiarazioni come quando ha detto che l’Unione Europea è stata “creata per fregare gli USA” hanno lasciato il segno.
A complicare il quadro, come riportato dal Financial Times, si aggiungono segnalazioni di cittadini europei respinti all’ingresso negli USA per aver pubblicato contenuti critici nei confronti della politica americana. Tra questi, anche un ricercatore francese bloccato a marzo per le sue opinioni sul sistema di ricerca statunitense.










