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22/07/2025
2 minuti di lettura

La Commissione Europea ha deciso di portare la Francia in tribunale per una questione che potrebbe sembrare tecnica, ma che ha impatti concreti su imprese e consumatori in tutta Europa: il logo Triman.

Dal 2022, in Francia è obbligatorio applicare su molti imballaggi un simbolo chiamato “Triman” (o “Info-tri”), che spiega come separare correttamente i rifiuti per il riciclo. Secondo Parigi, serve a migliorare la raccolta differenziata.

Secondo Bruxelles, invece, è una misura eccessiva, che rischia di ostacolare la libera circolazione delle merci nell’Unione Europea.

Il fulcro del problema è che al momento non esiste un sistema unico a livello europeo per indicare sulle confezioni come e dove gettare i rifiuti. Ogni Paese può avere simboli diversi. Il che, per le aziende che vendono i loro prodotti in più Stati membri, si traduce in costi extra e confusione.

Ecco perché la Commissione ha deciso di fare un passo formale, rivolgendosi alla Corte di Giustizia dell’UE, la quale ha il compito di far rispettare in modo uniforme le regole comunitarie. Se i giudici dovessero darle ragione, la Francia rischia sanzioni fino al momento in cui non modificherà la legge.

Secondo Bruxelles, l’obbligo imposto dal governo francese è “sproporzionato”, soprattutto in vista del fatto che l’UE ha già approvato una nuova normativa comune sull’etichettatura ambientale che entrerà in vigore nel 2028. In altre parole: perché imporre ora un simbolo nazionale che poi verrà superato tra pochi anni?

Il governo francese, però, non ha intenzione di fare marcia indietro. A Politico, un portavoce del ministero dell’Ambiente ha dichiarato che la Francia continuerà a usare il logo Triman fino all’arrivo delle nuove regole europee. E difende la scelta dicendo che, da quando è stato introdotto, il logo ha aiutato i cittadini a riciclare meglio.

La palla ora passa ai giudici della Corte di Giustizia, che dovranno decidere se la legge francese è davvero un freno al mercato unico europeo oppure uno strumento legittimo per proteggere l’ambiente a livello nazionale.

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La CE accusa la Francia di avere regole troppo rigide per la raccolta differenziata: 'Ostacolano la libera circolazione delle merci'

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