Il calcio olandese piange Johan Neeskens. L’ex centrocampista, protagonista della grande Olanda delle due finali mondiali del 1974 e 1978 si è spento oggi all’età di 73 anni. Giocatore chiave del grande Ajax di Michels e Cruijff, ha realizzato il goal più veloce (e uno dei più incredibili) nella storia delle finali dei Mondiali di calcio.
Potremmo definirlo un centrocampista moderno. Abile palla al piede, ottimo sia in fase difensiva che offensiva. Nella sua carriera ha sempre avuto uno spiccato vizio del goal, realizzando 102 reti tra club e nazionale. Ma è con l’Olanda che Neeskens ha scritto una pagina della storia delle finali dei Mondiali.
1974, gli Orange affrontarono la Germania Ovest in finale. Quell’Olanda, che ruotava intorno all’inarrivabile genio di Johan Cruijff, era una macchina perfetta che esprimeva un calcio che nessuno aveva mai giocato prima.
Il riassunto perfetto di ciò che è stata quella squadra andò in scena proprio contro i tedeschi. Dal calcio d’iniziò passò solo un minuto e diciotto secondi. Ciò che il mondo vide in quell’arco di tempo è stato quello che abbiamo potuto rivedere anni dopo nel Barcellona di Pep Guardiola, seppur con le dovute differenze.
Un giro palla lento, controllato, con i tedeschi in attesa. Cruijff arretra in difesa, i due centrali salgono in attacco. L’azione si sposta sulla trequarti avversaria per poi tornare a centrocampo, dove Cruijff decide improvvisamente di accelerare.
Nessuno è in grado di fermarlo, solo di stenderlo. Così fece Uli Hoeness, ma in area. Calcio di rigore, il primo nella storia di una finale.
Proprio Neeskens ebbe il compito di realizzare quel rigore. Sembrerebbe l’inizio di una storia trionfale, ma ancora oggi è difficile accettare che sia successo il contrario: prima Breitner e poi Müller, entrambi a segno nel corso del primo tempo, privarono del Mondiale una delle squadre più forti della storia.










