La Lega propone una riscrittura più restrittiva della flat tax per i nuovi residenti, un regime che finora ha attirato individui con grandi patrimoni grazie a un’imposta fissa e alla totale libertà negli investimenti. L’emendamento presentato in commissione Bilancio punta a rendere il sistema più selettivo e costoso, introducendo condizioni aggiuntive obbligatorie che incidono in modo più strutturale sul percorso di chi decide di trasferire la residenza fiscale in Italia.
Oltre all’aumento della flat tax da 200mila a 300mila euro l’anno, già previsto in manovra, l’emendamento introduce nuovi vincoli. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, la durata massima arriverebbe a venti anni, rispetto agli attuali quindici, e verrebbero aggiunti obblighi economici rilevanti per accedere e mantenere l’agevolazione, con l’obiettivo dichiarato di legare questi contribuenti all’economia reale del Paese.
La proposta richiede una serie di investimenti cumulativi che superano i cinque milioni di euro: due milioni in Bot o Btp decennali, 500mila euro in società non quotate o fondi di venture capital, 250mila euro in startup innovative, 500mila euro in PIR, 500mila euro in azioni quotate su Euronext Growth Milan e 500mila euro in OICR legati al Fondo nazionale strategico indiretto. A questi si aggiunge una donazione obbligatoria da un milione di euro a un ente del Terzo Settore. Le somme devono essere versate entro il pagamento della prima annualità e mantenute almeno dieci anni, reinvestendo eventuali liquidazioni anticipate, trasformando così il regime in un impegno economico di lungo periodo.
Per i grandi miliardari con redditi esteri molto elevati, la flat tax potrebbe restare conveniente, perché il risparmio fiscale rimane significativo. Tuttavia i nuovi vincoli renderebbero il regime più rigido e meno competitivo rispetto ad altri Paesi europei che puntano ad attrarre grandi capitali. Il risultato sarebbe un sistema ancora vantaggioso ma rivolto a una platea più ristretta.














