La crisi climatica sta trasformando radicalmente le Alpi italiane, riducendo il manto nevoso a livelli mai registrati negli ultimi seicento anni.
Questo fenomeno, documentato da uno studio pubblicato su “Nature Climate Change”, ha mostrato che il manto nevoso si è dimezzato nell’ultimo secolo a causa di un aumento delle temperature di circa 2C. Gli impatti sono drammatici: il ciclo idrico viene alterato, gli ecosistemi soffrono e il turismo invernale basato sulla neve naturale è sempre più a rischio.
Secondo il rapporto “Nevediversa 2024” di Legambiente, il deficit di neve è particolarmente grave. A febbraio, il manto nevoso aveva un deficit idrico del 64%, con il bacino del Po che registra un -63% rispetto agli anni precedenti. Questi numeri evidenziano non solo una crisi locale ma un problema globale, poiché la neve agisce come un serbatoio d’acqua essenziale per milioni di persone.
Tuttavia, le politiche regionali e nazionali continuano a promuovere l’innevamento artificiale, nonostante gli alti costi economici e ambientali.
L’innevamento artificiale, che copre ormai il 90% delle piste italiane, è diventato una soluzione temporanea per contrastare la crisi. Ma come evidenzia il rapporto, questa è una “macchina elefantiaca” che consuma enormi risorse idriche ed energetiche, aggravando ulteriormente il problema.
In Piemonte, per esempio, solo nel biennio 2023-2025 sono stati stanziati oltre 32 milioni di euro per l’innevamento artificiale, risorse che potrebbero essere investite in un turismo più sostenibile.
Il professor Claudio Visentin sottolinea che la stagione degli sport invernali, così come la conosciamo, non ha futuro.
Bisogna promuovere un turismo diversificato e a basso impatto ambientale, come lo sci alpinismo e le ciaspolate. In parallelo, è urgente adottare politiche di mitigazione per ridurre le emissioni di gas serra e proteggere il fragile equilibrio degli ecosistemi alpini.
L’appello è chiaro: bisogna agire ora per preservare le Alpi e garantire un futuro alle comunità montane, puntando su modelli di sviluppo più sostenibili e lungimiranti.










