Grammarly è nata nel 2009 grazie a tre sviluppatori ucraini: Max Lytvyn, Alex Shevchenko e Dmytro Lider. La loro idea? Creare un software per aiutare le persone a scrivere meglio in inglese. Fondata a Kiev, oggi ha sede a SanFrancisco. Il programma utilizza l’IA per correggere testi e dare consigli in tempo reale. Nel 2021 Grammarly è stata valutata 13 miliardi di dollari, ma il suo percorso non è stato semplice.
All’inizio è stato difficile. Secondo quanto riportato dalla rubrica “CNBC Make It’s”, Lytvyn e Shevchenko erano amici dall’università e avevano già lavorato con Lider su MyDropBox, venduta nel 2008. Grammarly ha rischiato più volte di fallire. Per i primi due anni, i fondatori non hanno percepito stipendio: hanno iniziato a guadagnare solo dopo aver raggiunto 300.000 abbonati paganti nel 2011. La svolta è arrivata nel 2015 con l’introduzione della versione gratuita, che ha portato gli utenti giornalieri a un milione.
Quando è nata, Grammarly non era veloce: il software impiegava fino a dieci minuti per controllare un testo. I fondatori hanno atteso che la tecnologia migliorasse per realizzare la loro idea: un correttore grammaticale istantaneo. Oggi, grazie all’IA generativa, Grammarly funziona in tempo reale, semplificando la scrittura per milioni di utenti.
I problemi non erano solo tecnici, ma anche economici. I fondatori hanno investito quasi tutti i loro risparmi. Non avendo finanziamenti esterni, hanno dovuto gestire tutto da soli. Molti erano scettici: alcuni dicevano che un correttore avanzato fosse inutile.Per testare il mercato, Grammarly ha usato un trucco: ha pubblicizzato il software su un sito web prima ancora che fosse pronto. Le prime richieste d’acquisto sono arrivate in poche ore, confermando l’interesse. Anche un test nelle università ha mostrato che il prodotto poteva avere successo.










