Da oltre un decennio Apple e Google si contendono settori chiave come sistemi operativi, pubblicità e servizi online. Ora, però, le due aziende stanno valutando una collaborazione che permetterebbe a Siri di sfruttare Gemini.
Secondo indiscrezioni riportate da Bloomberg, i colloqui sarebbero in fase avanzata. Per Apple sarebbe una scelta significativa, con l’integrazione di Gemini, le richieste più articolate verrebbero gestite dall’IA di Mountain View, mentre i sistemi interni di Cupertino continuerebbero a trattare dati personali e funzioni locali, così da preservare la privacy degli utenti.
Le prime discussioni informali tra le due società risalirebbero al 2024, ma solo di recente si sarebbe arrivati a una trattativa concreta. Apple starebbe progettando un modello “ibrido”: affidare a Gemini i compiti che richiedono creatività o l’accesso al web, mantenendo invece in casa la gestione delle informazioni sensibili.
Un ruolo centrale lo avrebbe una funzione in sviluppo denominata internamente World Knowledge Answers, che trasformerebbe Siri in uno strumento capace di restituire risposte arricchite da contenuti testuali, immagini, mappe e video.
Anche il contesto normativo gioca una parte importante: dopo l’ultima sentenza antitrust statunitense, gli accordi esclusivi sono diventati più difficili da stipulare. Tuttavia, la nuova collaborazione tra Apple e Google non rientrerebbe in questo divieto, perché punterebbe a un’integrazione mirata e non a un vincolo rigido.
Bloomberg riferisce che un’intesa preliminare tra le due aziende sarebbe già stata raggiunta, e che Google avrebbe iniziato a ottimizzare i propri modelli per funzionare sui server Apple. Le richieste elaborate da Gemini passerebbero quindi attraverso la piattaforma Private Cloud Compute di Cupertino, così da rispettare gli standard di sicurezza e la filosofia della privacy. Parallelamente, Apple continuerebbe lo sviluppo di modelli proprietari per gestire direttamente le informazioni più delicate.










