Un tribunale regionale a Francoforte ha stabilito che Apple non potrà più presentare in Germania l’ AppleWatch come un prodotto “a impatto zero”. La decisione nasce da un ricorso dell’associazione ambientalista DeutscheUmwelthilfe (DUH), che ha accusato l’azienda statunitense di pratiche di greenwashing, comunicare una sostenibilità ambientale superiore alla realtà.
Nel 2023 Apple aveva lanciato i modelli Series 9 e Ultra 2 dichiarandoli “carbon neutral”, sostenendo che le emissioni erano state ridotte durante la produzione e la distribuzione, mentre le residue venivano compensate tramite progetti ambientali.
Gli ambientalisti hanno inoltre contestato le piantagioni utilizzate, prevalentemente di eucalipto, ritenendo che abbiano effetti ambientali limitati: consumano molta acqua, riducono la biodiversità e garantiscono un assorbimento della CO solo temporaneo. Per la DUH, la vera neutralità climatica deve poggiare su interventi di lungo periodo.
Apple ha replicato ricordando i progressi compiuti negli ultimi anni: le emissioni sono diminuite di oltre il 60% rispetto al 2015 grazie a energie rinnovabili, materiali riciclati e mezzi di trasporto meno inquinanti. Le emissioni restanti vengono compensate tramite crediti verificati. Apple ha inoltre contestato le accuse, sostenendo che il proprio approccio è in linea sia con le linee guida dell’Unione Europea sia con le indicazioni della comunità scientifica, che riconoscono la necessità di combinare riduzione e compensazione.
La sentenza ha effetto sul mercato tedesco, ma la vicenda potrebbe influenzare anche altri Paesi europei, in un contesto in cui le autorità stanno valutando la veridicità delle dichiarazioni ambientali delle multinazionali. Inoltre, dal settembre 2026 sarà attiva una nuova direttiva europea che vieta termini come “carbon neutral” e “climate neutral” in pubblicità e packaging, per ridurre il rischio di messaggi fuorvianti.










