L’annuncio dei nuovi dazi imposti da Donald Trump ha scatenato una serie di reazioni a livello globale, delineando una spaccatura netta tra Stati Uniti e molti dei suoi principali partner commerciali.
La Cina ha espresso una ferma opposizione, accusando gli Stati Uniti di violare le regole del commercio internazionale e di danneggiare gravemente le catene di approvvigionamento e l’economia globale. Pechino ha chiesto l’annullamento immediato delle misure, invocando il ritorno al dialogo e ribadendo che “non ci sono vincitori in una guerra commerciale” e opponendosi con decisione al protezionismo.
Anche in Europa, le reazioni non si sono fatte attendere. In Italia, il ministro Lollobrigida ha manifestato una forte preoccupazione per l’impatto che i dazi potrebbero avere sulle esportazioni italiane, che rappresentano il 20% dell’economia del Paese. L’obiettivo dichiarato del governo è evitare l’escalation di una guerra commerciale, puntando su una collaborazione con l’Unione Europea e gli alleati per proteggere le imprese nazionali.
Da Bruxelles, Ursula von der Leyen ha definito i dazi americani un colpo all’economia globale. L’Unione Europea si è detta pronta a reagire, pur mantenendosi aperta al negoziato. Tra le prime contromisure, è stato annunciato un pacchetto iniziale sul settore dell’acciaio, ma non si esclude l’arrivo di ulteriori contro dazi.
La Francia si è detta pronta a rispondere con forza, ventilando una guerra commerciale mirata ai servizi online statunitensi. Allo stesso tempo, Parigi ha espresso forte preoccupazione per le possibili ripercussioni sui settori del vino e dei liquori, colonne portanti dell’export francese.
Nel Regno Unito, il leader Starmer ha mantenuto un tono più cauto, ammettendo che gli effetti dei dazi si faranno sentire, ma assicurando che il Paese è preparato ad affrontarli.





















