Immaginate di assistere a una partita di qualsiasi sport europeo: improvvisamente, due atleti danno vita a un vero e proprio incontro di boxe, con arbitri e compagni che guardano senza intervenire. Per noi sarebbe pura follia, ma in NHL è una cosa tollerata dal regolamento.
Le risse nel massimo campionato di hockey nordamericano sono molto famose nel resto del mondo. L’articolo 46 della NHL lascia ampio potere discrezionale agli arbitri, i quali assistono alla contesa e, alla fine, infliggono un’espulsione di soli 5 minuti ai giocatori coinvolti.
I giocatori protagonisti della rissa (detti enforcer) devono lasciare a terra bastoni e guanti prima di dare vita allo scontro e quest’ultimo deve essere accettato da entrambi. Vi sono punizioni severe per chi viola questi codici di comportamento, o se qualche compagno interviene. Il combattimento finisce nel momento in cui uno dei due sfidanti cade a terra o si ritira.
Le risse sono presenti nell’hockey nordamericano fin dalle sue origini e hanno visto un picco tra gli anni ’70 e ’90. Spesso gli spettatori acquistavano i biglietti delle partite proprio nella speranza di assistere a questi scontri, che certe volte hanno anche portato a epiloghi tragici. Sono diversi, infatti, i giocatori morti a causa dei colpi subiti e delle ferite riportate.
Ora il gioco si è evoluto e il numero medio di risse per partita è calato, vista la minor presenza di enforcer rispetto agli anni precedenti.














